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Storie di Parkinson

La Storia di Stefania

Una volta avevo una mamma. Poi è arrivato il Parkinson. È ora siamo in tre, anzi in quattro perché oltre a me e a lei e al signor Parkinson, c'è anche la depressione dovuta alla situazione.
Ti ritrovi sola a combattere contro un qualcosa, un'entità, che nn si risolverà mai... una volta avevo una mamma che mi ascoltava, mi capiva e si preoccupava per me...

Ora no... ora sono sola e per lei c'è solo il signor Parkinson, che la consuma e la fa vivere pensando solo a lui... un amore incondizionato direi, esclusivo... Nulla più conta: come sto, cosa sento, cosa faccio della mia vita ogni giorno.. nulla ha importanza. È ti ritrovi a pensare che una casa nn ce l'hai più, perché la casa nn è fatta dalla struttura nuda, ma è fatta dalle persone che ti vogliono bene. Nn dico che nn mi voglia bene mia mamma, ma questo è quello che traspare purtroppo... mi vuole bene a modo suo, forse perché sono quella che sistema le cose quando lei nn ce la fa, sono quella che porta le pasticche, sono il mezzo per tentare di combattere il nostro amico Parkinson. È tutto diventa insormontabile, tutto è un problema, anche quando nn lo è in realtà.
Forse sono limitata e nn capisco come si possa sentire lei... ma di me chi si occupa e preoccupa ormai?
Ti ritrovi quindi invischiata in storie improbabili con persone improbabili (che a chiamarle storie significa essere ottimisti) che tanto di storie vere nn ne puoi avere perché tu la tua storia ce l'hai già (con mamma e Parkinson), ti ritrovi a correre da una parte all'altra X fare quadrare tutto, malgrado tu abbia un lavoro. Ti ritrovi pochi amici (pur essendo una persona estroversa) perché gli amici, quelli che capiscono il problema è le difficoltà che quotidianamente incontri, sono pochi e si sa che nn tutti sono abbastanza intelligenti da capire purtroppo...

 

Commenti   

 
#1 Fabiana 2017-02-01 15:44
come ti capisco cara Stefania, anch'io una volta avevo una mamma giovane e tanti amici e vivevo spensierata. Ora invece pochissimi amici, pochissima vita sociale e una depressione latente che non mi permette mai di gioire fino in fondo del bello che accade. Spesso mi chiedo cosa abbiamo fatto di male io e lei per vivere questo strazio. Questo è il mio primo sfogo, e ho sentito l'impulso di risponderti per dirti che non sei sola, che tante figlie sono nella nostra stessa situazione e in silenzio vivono questo dolore. TI abbraccio come una sorella, Fabiana
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