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Storie di Parkinson

La Storia di Elisa

Vorrei raccontare la tua storia, babbo Nedo e quella di mamma Ernesta che ti ha assistito fino alla fine. Ti hanno diagnosticato il Parkinson nel 1999, dopo la morte prematura di zio Raffaele, tuo fratello, per cancro, essendo comparsi i primi sintomi, tremiti scambiati inizialmente per stanchezza, piccole defaillances che pensavamo dovute all'età matura.
No, era proprio Parkinson!

Hai continuato a sorridere e a starci vicino, hai cresciuto i tuoi nipoti in tutti i modi possibili per un nonno, sei stato sempre un padre presente per me e per mia sorella aiutandoci e consigliandoci nelle difficoltà. Pian piano hai perso le abilità e la tua autonomia, anno dopo anno hai avuto sempre più bisogno di aiuto, il deambulatore, la carrozzina, il materasso antidecubito quando alla fine non sei riuscito più a camminare. Ma queste cose si sanno già, chi ha conosciuto il Parkinson sa.
Quello che non si sa è la presenza costante di quella donna che hai sposato, quella che per quasi 60 anni ti è stata vicina e che fino alla fine ti ha accompagnato con il sorriso, l'energia, la forza di non abbattersi mai. A novembre 2016 saresti dovuto soccombere, un po' per lo stress da terremoto (siamo in provincia di Ascoli Piceno) un po' per complicazioni cardiache collaterali, un po' per i tuoi 88 anni di cui 19 in compagnia del signor P.
Niente da fare, questa signora ha fatto di tutto per farti star bene e non lasciarti volare via da noi. Abbiamo ricordato il Natale, la Pasqua e il tuo compleanno il 24 giugno e si, l'ennesimo scudetto della Juve di cui sei sempre stato tifoso. Peccato per la Champions, ma filosoficamente un po' a gesti un po' a parole spezzettate dicesti "pazienza, hanno giocato male quindi va bene così". Hai ricordato la laurea di due tuoi nipoti e il diploma degli altri due, hai conosciuto i loro fidanzati e fidanzate e quanto eri contento! Ci hai lasciato la notte del 6 agosto 2017, ti sei addormentato con il sorriso senza dolore, dopo tante sofferenze che hai tenuto dentro per anni nascoste da smorfie che solo mamma poteva capire. Per i medici saresti dovuto morire a novembre ma questi mesi in più, in cui giorno per giorno abbiamo capito quanto siano importanti anche i secondi con le persone che amiamo, sono stati giorni indimenticabili e pieni di te che eri il baricentro di tutti noi, il fulcro della tua famiglia. Sei stato un grande padre, il Parkinson ha solo limitato le tue capacità motorie ma non la tua immensa umanità, il tuo altruismo e l'amore ricambiato per tutti noi.

In memoria di Nedo Castellucci (Offida, 24/06/1928-06/08/2017).

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